venerdì 18 maggio 2012

I francobolli "difensivi"

E' estremamente interessante osservare come gli avversari della II Guerra Mondiale abbiano sfruttato i francobolli come una vera e propria risorsa, sia economica che propagandistica:
Dagli Stati Uniti..

Questo manifesto invita ad investire
nella difesa acquistando francobolli



"Defend american freedom",
stampato durante la II Guerra Mondiale
 




















..alla Germania di Hitler..

"Un popolo si solleva": 1945, la germania
nazista propaganda l'ultimo sforzo di
reclutamento di giovanissimi ed anziani per
difendere il Reich.
QUI un interessante pagina che raccoglie
francobolli del regime nazista.

..al Regno Unito


                                   



Moltissimi sono i francobolli italiani relativi a questo argomento:


"Difendiamo l'acqua", francobollo stampato durante
la festa del francobollo del 2010
                    





Italia - intorno al 1980: Un francobollo rappresentante
 il castello che si trova a Ivrea in Piemonte.
Difesa da insediamenti edilizi

Francobollo raffigurante la medaglia
d'epoca per la difesa di Mosca




mercoledì 16 maggio 2012

Le mura di Carcassonne

Segnalo il seguente post sul blog "fortificare", relativo alla fortezza di Carcassonne, opera difensiva divenuta patrimonio dell'UNESCO dal 1997.





La difesa nei libri

Con un semplice word matching su internet ci si può rendere conto della vastità dell'area semantica individuata dall'azione del "difendere".
Seguono le copertine di alcuni libri relativi alla difesa, nelle sue più svariate accezioni.





                   


                   


              


          


          


      


        


            


           


                


               


                  


      

venerdì 11 maggio 2012

Le macchine d'assedio

Dalle guerre di conquista di Filippo il Macedone alle Crociate, le macchine d'assedio sono state fondamentali nel contesto dei grandi conflitti militari, fino al '400. Le strutture difensive hanno dovuto adeguarsi all'evoluzione di questi arnesi distruttivi.


Tali armi venivano solitamente assemblate sul luogo dell'assedio, e gli eserciti portavano con loro pochi o nessun pezzo di tale macchina, in quanto il legno era solitamente disponibile sul posto.

LA CATAPULTA  è un'arma che sfrutta, nelle sue prime versioni, l'energia elastica di un arco flessibile.
Catapulta nella sua versione
medioevale (onagro)

La sua evoluzione, di gran lunga più efficace, può arrivare a 7m di altezza, e sfrutta due molle di torsione per scagliare proiettili sotto i 50 kg.


La sua evoluzione medioevale è l'onagros a un braccio, che però ha come unica innovazione una struttura più compatta e solida





Il MANGANO costituisce una variante della catapulta, con la particolarità di una traiettoria di tiro più bassa: era utilizzato per colpire direttamente le mura nemiche.


In origine il termine "BALLISTA" e "catapulta" erano sinonimi, e difatti, nonostante esse si siano successivamente distinte, si basano sullo stesso principio di funzionamento: accumulare energia potenziale elastica in due molle di torsione, per poi rilasciarla scagliando il dardo.

Ricostruzione di una ballista

 Questa invenzione greca, perfezionata dai romani, è considerata la più complessa arma prima della Rivoluzione industriale; il sistema di puntamento a cremagliera garantiva grande precisione ed efficacia.

 Notevoli varianti ne sono la ballista a caricatore multiplo per frecce di Dionisio di Alessandria (270 a.C.), la cheiroballista (letteralmente "ballista a mano") e la carroballista romane.
Cheiroballista romana


Nel Medioevo gli alti costi di produzione e la mancanza di tecnici specializzati fece sì che le balliste si orientassero principalmente sulla tipologia "a tensione". E' tuttavia impossibile evitare di citare la balestra medioevale, evoluzione della cheiroballista romana, che costituiva un'arma di straordinaria precisione.


Miniatura raffigurante balestrieri all'opera

Il TRABOCCO (o trebuchet, chatte, bricole) è stato, fino al Quattrocento, onnipresente negli assedi in età medievale; con i suoi 10-15 m di altezza, sovrastava gli eserciti ed incuteva timore negli eserciti avversari.
Ricostruzione di un trabocco


Il suo funzionamento era concettualmente molto più semplice di quello della ballista: sfruttava un semplice contrappeso, posto sul lato più corto del braccio principale, per lanciare massi di qualche quintale, ma anche carcasse di animali per cercare di introdurre malattie nel castello assediato, o, nei casi più macabri, teste recise ai nemici. Data l'altezza della parabola di lancio, tali proiettili erano in grado di superare qualsiasi tipo di mura - cosa, questa, che veniva sfruttata anche utilizzando proiettili incendiari).



Ricostruzione digitale di
ariete

L'ARIETE d'assedio era usato per sfondare i portoni. Probabilmente inventata dagli Assiri nel IX-VIII secolo a.C., fu utilizzata per la prima volta in occidente dagli spartani nel 427 a.C. durante l'assedio di Platea.Tale compito era spesso reso impossibile dalla presenza di terrapieni, che era necessario riempire - esponendosi al fuoco difensivo- per potersi avvicinare alla fortezza, una volta che i ponti levatoi erano stati sollevati.




A completare questo elenco non potevano mancare le immense TORRI D'ASSEDIO, utilizzate per trasportare i soldati assedianti direttamente sulle mura nemiche.

Torre d'assedio del tipo utilizzato dai crociati a Gerusalemme
durante la Prima Crociata
Chiaramente con la comparsa, dal '400 in poi, delle armi da fuoco sui campi di battaglia, tutte queste ingegnose invenzioni sono divenute obsolete, così come le armature. Cambia totalmente il modo di fare la guerra, insieme alle tattiche, ed alle opere difensive.


Si vedano anche:

ARMA - Le macchine d'assedio: catapulte, balliste e trabocchi

MACCHINE BELLICHE - L'antichità e il medioevo

FORTIFICARE - Intorno alle macchine

martedì 1 maggio 2012

La difesa nella letteratura


   La letteratura a difesa della fede Cristiana è denominata apologetica (dal greco απολογία = discorso difensivo). 
Gli apologisti si prefiggevano di difendere la religione cristiana soprattutto contro il paganesimo e il giudaismo, ma anche contro le deviazioni dall'ortodossia dei gruppi di eretici. 
L'annuncio missionario per se stesso non è apologetico, ma di fronte alle calunnie grossolane contro i cristiani, al giudizio dei dotti e delle classi colte che vedevano nel cristianesimo un pericolo per il crescente dominio di Roma, e alle accuse dei magistrati che vedevano nel cristianesimo un delitto di lesa maestà contro l'imperatore e il culto ufficiale, si rese necessario difendere la nuova dottrina.



Alcuni dei più importanti apologisti furono:
Minucio Felice
Tertulliano
Sant'Agostino
Sant'Ambrogio
Agostino di Ippona
Molto interessanti i seguenti link relativi agli avversari del cristianesimo nel sec. II ed alle loro opere:

Luciano di Samosata, che metteva alla berlina l'amore fraterno dei cristiani e il loro disprezzo per la morte (de morte peregrini, del 170);
Luciano di Samosata
Frontone di Cirta, precettore di Marco Aurelio (oratio);
Celso, filosofo platonico  (Discorso veritiero, del 178)




   Oltre che una fede, si può difendere anche una propria opera dalle critiche. Non si salvò dagli attacchi neanche il capolavoro di Torquato Tasso, la Gerusalemme Liberata, accusata di imperfezioni linguistiche e mancata aderenza al canone di Pietro Bembo e della sua scuola.
Frontespizio della "Liberata"
Ma la polemica si trasferì ben presto dal piano puramente linguistico e stilistico a quello ideologico, investendo la persona stessa dell'autore, al quale fu rinfacciata una pregiudiziale avversione alla conclamata superiorità della tradizione toscana e perfino alla signoria dei Medici; né fu risparmiato Bernardo Tasso, accomunato al figlio dalle medesime accuse. Era facile, d'altra parte, rivolgere critiche più o meno gratuite e spesso infondate ad un uomo che l'opinione pubblica giudicava non sano di mente e che non poteva agevolmente difendersi dall'angusto spazio di una cella.
Erminia ritrova Tancredi ferito,
olio su tela di Nicolas Poussin, 1649
Il Tasso non tardò, tuttavia, a far sentire la sua voce. Nel 1585 scrisse un'Apologia in difesa della "Gerusalemme liberata", nella quale, ribadendo le ragioni delle proprie scelte, ripeteva nella sostanza le idee già espresse negli scritti di poetica e nelle lettere inviate ai suoi revisori. 




 L'assedio di Torino ebbe luogo nel maggio 1706 durante la guerra per la successione al trono di Spagna. Rimando, a tale proposito, al blog "assedio" dell'A.A. 2010/2011.

Inserisco questo avvenimento nella sezione relativa alla letteratura "difensiva" per la presenza di un 'poema' sull' assedio.. L'Arpa Scordata è un poemetto di circa 1700-1800 versi che narra la storia dell'assedio e della liberazione di Torino.



« Già che Turin l'é liberà,

pòso mia arpa dëscordà
e i la taco eternament
al muraje de Casal con cheur content. 
»

L'Arpa Discordata vv.1703-1706)


   Impossibile dimenticare la letteratura italiana che ruota intorno alla Resistenza nella II Guerra Mondiale. Questo periodo storico costituisce le radici della letteratura Neorealista.

La Resistenza a Milano


A questo proposito riporto un link relativo ad un valido percorso tematico su Letteratura e Resistenza.